LandRush - Ventures into Global Agriculture

Frauke Huber and Uwe H. Martin

Agriculture drives climate change, extinction, erosion, and water depletion. It is the single most transformative thing humans are doing to the planet.
Yet, most people don’t realize how fragile our food systems are. LandRush has been documenting global agriculture’s social and environmental consequences since 2007. It collaborates with farmers, fishers, scientists, indigenous peoples, and activists to investigate seed-, water- and land rights, environmental justice, climate change, and the future of agriculture worldwide. LandRush uses a slow journalism approach bridging traditional journalistic publications, linear web documentaries, interactive apps, video archives, books, and spatial multichannel installations at art institutions and museums. And, when we feel that a story is not tangible using media, we expand our approach through live performances and building site-specific installations.

L’agricoltura è una delle principali cause del cambiamento climatico, dell’estinzione delle specie, dell’erosione del suolo e dell’esaurimento delle risorse idriche. È probabilmente l’attività umana che più di ogni altra sta trasformando il pianeta. Eppure, la maggior parte delle persone non si rende conto di quanto siano fragili i nostri sistemi alimentari. Dal 2007, LandRush documenta le conseguenze sociali e ambientali dell’agricoltura globale. Il progetto collabora con agricoltori, pescatori, scienziati, popolazioni indigene e attivisti per indagare questioni legate ai diritti sui semi, sull’acqua e sulla terra, alla giustizia ambientale, al cambiamento climatico e al futuro dell’agricoltura nel mondo. LandRush adotta un approccio di slow journalism, che mette in relazione pubblicazioni giornalistiche tradizionali, documentari lineari per il web, applicazioni interattive, archivi video, libri e installazioni multicanale in musei e istituzioni artistiche. E quando una storia non può essere raccontata pienamente attraverso i media tradizionali, il progetto amplia il proprio linguaggio attraverso performance dal vivo e installazioni site-specific, creando esperienze capaci di rendere tangibili questioni spesso invisibili ma fondamentali per il nostro futuro.

Dry West (2014–present)

Dry West takes us to the American Southwest, where water has always been the defining resource, and is now at the center of an intensifying crisis. California Drought finds the rivers of California bent into a vast plumbing system, redirected and controlled to irrigate farmland that, in geological terms, is desert. American Nile follows the Colorado River, an essential source of millions of people across seven states and northern Mexico. It no longer reaches its own delta. The same water, drawn through the fields of the Imperial Valley, drains as runoff into the Salton Sea, California's largest lake. Since a 2003 agreement diverted part of that flow to coastal cities, less water reaches the lake. Dustbowl Riviera chronicles the ensuing shrinkage, which turns the exposed lakebed into a toxic dustbowl and unleashes a slow-motion public health crisis on its shores.

Dry West ci porta nel Sud-Ovest degli Stati Uniti, dove l’acqua è sempre stata la risorsa decisiva e oggi si trova al centro di una crisi sempre più grave. California Drought mostra come i fiumi della California siano stati trasformati in un immenso sistema idraulico, deviati e controllati per irrigare terreni agricoli che, dal punto di vista geologico, sono deserti. American Nile segue il corso del fiume Colorado, fonte vitale per milioni di persone in sette stati americani e nel nord del Messico. Oggi il fiume non raggiunge più il proprio delta naturale. La stessa acqua, utilizzata per irrigare i campi della Imperial Valley, finisce poi nel Salton Sea, il più grande lago della California. Dustbowl Riviera racconta le conseguenze di un accordo del 2003 che ha deviato parte di quell’acqua verso le città costiere. Da allora, sempre meno acqua raggiunge il lago, che si sta progressivamente ritirando. Il fondale emerso si trasforma in una distesa di polveri tossiche, innescando una lenta ma crescente crisi sanitaria per le comunità che vivono lungo le sue rive.

New!

White Gold (2007–2020)

White Gold examines how the global cotton trade has affected the land, the water, and the people caught in it. Killing Seeds goes to India, where cotton farmers have been locked into a vicious debt cycle by the promises of proprietary seed, resulting in the largest sustained wave of farmer suicides ever recorded in human history. Dying Sea documents what the United Nations has called the worst man-made environmental disaster in history. The Aral Sea in Central Asia, once the world's fourth-largest lake and the lifeblood of fishing communities for centuries, was destroyed when its two supplying rivers were diverted to irrigate cotton in the surrounding steppe. Burkina Dream follows small-scale organic cotton farmers in Burkina Faso, among them women who had built rare financial independence through organic farming, filmed at the very moment the country introduced genetically modified cotton nationwide. The GM variety promised higher yields but damaged the long-staple fiber that had made Burkina's cotton prized on global markets, and threatened to contaminate organic farmers' supply beyond recovery.

White Gold esamina il modo in cui il commercio globale del cotone ha trasformato la terra, l’acqua e le persone coinvolte in questa filiera. Killing Seeds ci porta in India, dove i coltivatori di cotone sono stati intrappolati in un circolo vizioso di debiti alimentato dalle promesse dei semi brevettati. Il risultato è stata la più grande e prolungata ondata di suicidi di agricoltori mai registrata nella storia umana. Dying Sea documenta quella che le Nazioni Unite hanno definito la più grave catastrofe ambientale causata dall’uomo. Il Mar d’Aral, in Asia Centrale, un tempo quarto lago più grande del mondo e fonte di sostentamento per le comunità di pescatori per secoli, è stato distrutto quando i due fiumi che lo alimentavano sono stati deviati per irrigare le coltivazioni di cotone nelle steppe circostanti. Burkina Dream segue piccoli agricoltori biologici del Burkina Faso, tra cui numerose donne che avevano conquistato una rara indipendenza economica grazie alla coltivazione biologica del cotone. Il film è stato girato proprio nel momento in cui il Paese introduceva il cotone geneticamente modificato su scala nazionale. Questa nuova varietà prometteva raccolti più abbondanti, ma comprometteva la fibra lunga che aveva reso il cotone del Burkina così apprezzato sui mercati internazionali, minacciando inoltre di contaminare irrimediabilmente le produzioni biologiche.

LandRush (2011–present)

Land Rush follows the forces reshaping agricultural land, rural communities, and food systems across three very different landscapes. The Road traces the BR-163, the Soy Highway, which runs north through the Brazilian states of Mato Grosso and Pará from Cuiabá to the Amazon port of Santarém. The road opens the land. Farms follow. Soy, corn, cotton. A corridor of enormous productivity and enormous loss advances through the same territory, where monoculture and pesticides displace a previously thriving ecosystem. Family Affairs documents two farming families in Iowa who, after decades of decline, are finding new hope in the ethanol boom, which opens a lucrative market for their corn. But the global rise in biofuel production drives up food prices worldwide, and the tension between a family's survival and the wider costs of industrial agriculture does not resolve cleanly. Full Circle follows an organic farming family in Mecklenburg-Vorpommern in eastern Germany who graze their dairy cows and grow their own feed. Climate change has brought sustained drought to the region, and the land can no longer reliably produce what the animals need. Rather than abandon their approach, the family is shifting from dairy to a cow-calf operation, adjusting to what the land can still offer.

LandRush segue le forze che stanno trasformando la terra agricola, le comunità rurali e i sistemi alimentari attraverso tre paesaggi molto diversi tra loro. The Road percorre la BR-163, la cosiddetta Soy Highway, che attraversa gli stati brasiliani del Mato Grosso e del Pará da Cuiabá fino al porto amazzonico di Santarém. La strada apre la terra. Arrivano le fattorie. Soia, mais, cotone. Un corridoio di enorme produttività e, allo stesso tempo, di enorme perdita avanza nello stesso territorio, dove monocolture e pesticidi sostituiscono un ecosistema un tempo prospero. Family Affairs racconta la storia di due famiglie di agricoltori dell’Iowa che, dopo decenni di declino economico, trovano una nuova speranza grazie al boom dell’etanolo, che apre un mercato redditizio per il loro mais. Ma la crescita globale dei biocarburanti fa aumentare i prezzi del cibo in tutto il mondo, e la tensione tra la sopravvivenza di una famiglia e i costi più ampi dell’agricoltura industriale rimane irrisolta. Full Circle segue una famiglia di agricoltori biologici nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, nella Germania orientale, che alleva mucche da latte al pascolo e coltiva autonomamente il foraggio necessario. Il cambiamento climatico ha portato una siccità persistente nella regione e la terra non riesce più a produrre con continuità ciò di cui gli animali hanno bisogno. Invece di abbandonare il proprio approccio, la famiglia sta convertendo l’attività da allevamento da latte a un sistema vacca-vitello, adattandosi a ciò che la terra è ancora in grado di offrire.

New!

La Cunziria in Vizzini is an 18th-century tanning village and a fitting place for the questions LandRush raises. For centuries, animal hides were cleaned, treated, and dried here using tannins extracted from the sumac that still covers the surrounding hills. It is also the landscape that Giovanni Verga placed at the heart of Cavalleria rusticana, a place where labor, land, and possession converge. These are not unfamiliar themes in Sicily. The long shadow of the latifondo, the politics of water, the generations who left because the land could no longer hold them. LandRush arrives from other geographies and speaks at a global register. But land, as this project makes clear again and again, is never only global. It is always also this hillside, this river, this field.

La Cunziria di Vizzini è un borgo conciario del XVIII secolo e un luogo particolarmente adatto alle domande che LandRush solleva. Per secoli, qui le pelli animali venivano pulite, trattate ed essiccate utilizzando i tannini estratti dal sommacco che ancora oggi ricopre le colline circostanti. È anche il paesaggio che Giovanni Verga pose al centro di Cavalleria Rusticana, un luogo dove lavoro, terra e possesso si intrecciano. Questi non sono temi estranei alla Sicilia: la lunga ombra del latifondo, le politiche dell’acqua, le generazioni costrette a partire perché la terra non riusciva più a sostenerle. LandRush arriva da altre geografie e parla con uno sguardo globale. Ma la terra, come questo progetto dimostra più e più volte, non è mai soltanto globale. È sempre anche questa collina, questo fiume, questo campo.

Big Ideas, Real Impact.

Frauke Huber (*1966) and Uwe H. Martin (*1973) are independent visual storytellers, artists, and researchers. Their long-term investigations focus on the significant ecological issues of the Anthropocene. They use artistic, journalistic, and scientific strategies to make different realities of life intellectually and emotionally tangible. They return to the same people, the same places, the same questions. They resist the temptation to resolve the contradictions they find: between productivity and ecological sustainability, between a farmer's survival and an ecosystem's survival, between what the market demands and what the earth can give. What emerges is something close to what the earth itself asks of us: attention, patience, and a willingness to stay with complexity before reaching for an answer. Frauke and Uwe regularly give talks on fragmented narratives, slow, and transformation journalism, water policy and agriculture, and have been part of the collaborative art and research project World of Matter. In addition, they mentor young artists and journalists and strive to empower people to expand their scope of action and bring about lasting changes in society and the environment. Uwe also teaches Planet-Centric & Circular Design, Exhibition, Games & SciArt, Photography, Film, and Storytelling for Eco-Social Impact at universities and journalism schools worldwide. The duo lives and works in Schlehdorf at the Bavarian Alps and Bombay Beach in Southern California, where they are building a campus, desert garden and a research lab focussing on eco-social conditions of the Salton Sea region.

Frauke Huber (*1966) e Uwe H. Martin (*1973) sono storyteller visivi indipendenti, artisti e ricercatori. Le loro indagini di lungo periodo si concentrano sulle grandi questioni ecologiche dell’Antropocene. Attraverso strategie artistiche, giornalistiche e scientifiche, rendono intellettualmente ed emotivamente tangibili le diverse realtà della vita contemporanea. Tornano più volte sugli stessi luoghi, sulle stesse persone e sulle stesse domande. Resistono alla tentazione di semplificare le contraddizioni che incontrano: tra produttività e sostenibilità ecologica, tra la sopravvivenza di un agricoltore e quella di un ecosistema, tra ciò che il mercato richiede e ciò che la terra può realmente offrire. Da questo approccio emerge qualcosa che assomiglia molto a ciò che la terra stessa ci chiede: attenzione, pazienza e la capacità di convivere con la complessità prima di cercare una risposta. Frauke e Uwe tengono regolarmente conferenze su narrazioni frammentate, slow journalism, giornalismo della trasformazione, politiche dell’acqua e agricoltura, e hanno fatto parte del progetto collaborativo di arte e ricerca World of Matter. Inoltre, accompagnano e formano giovani artisti e giornalisti, impegnandosi a rafforzare la capacità delle persone di ampliare il proprio raggio d’azione e generare cambiamenti duraturi nella società e nell’ambiente. Uwe insegna inoltre Planet-Centric & Circular Design, progettazione di mostre, giochi e SciArt, fotografia, cinema e storytelling per l’impatto eco-sociale presso università e scuole di giornalismo in tutto il mondo. Il duo vive e lavora tra Schlehdorf, nelle Alpi Bavaresi, e Bombay Beach, nel sud della California, dove sta sviluppando un campus, un giardino nel deserto e un laboratorio di ricerca dedicato alle condizioni eco-sociali della regione del Salton Sea.

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New!

Frauke Huber and Uwe H. Martin were supported by the following institutions among others in realizing the project LandRush:

 – Kulturwerk Bild Kunst

– MOIN Filmförderung Hamburg Schleswig-Holstein

– RiffReporter gGmbH / Dachstiftung in the GLS Treuhand e. V.

– FFA German Federal Film Board